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La Parenzana, un viaggio che continua anche quando smetti di pedalare.

6 giorni fa
Tempo di lettura: 7 min

Tra mare, borghi e colline istriane, la bellezza di ritrovare il proprio ritmo con Ride and Fun.



Ci sono viaggi che cominciano quando chiudi la porta di casa e altri che iniziano davvero soltanto quando riesci a lasciare indietro i pensieri. Per me la Parenzana appartiene a questa seconda categoria. Le prime pedalate servono a trovare la posizione, sistemare lo zaino, prendere confidenza con il ritmo del gruppo. Poi arriva un momento in cui alzi gli occhi, guardi il paesaggio e ti accorgi che qualcosa è cambiato: hai smesso di pensare a quello che devi fare dopo.

È proprio questa la sensazione che vorrei trasmettere quando parlo della Parenzana e del modo in cui desidero farla vivere attraverso Ride and Fun. La bicicletta diventa il mezzo per entrare nei luoghi, avvicinarsi alle persone e dare spazio alla curiosità. Il viaggio prende forma tra una pedalata e una sosta, mentre il mare lascia lentamente il posto alle colline e ogni cambiamento del paesaggio porta con sé una nuova emozione.


Sulle tracce di una ferrovia, dentro la storia dell’Istria

Sapere cosa c’era prima sotto le nostre ruote cambia il modo di osservare il percorso. La Parenzana segue la memoria della ferrovia a scartamento ridotto che collegava Trieste a Parenzo, attiva dal 1902 al 1935. Il tracciato ferroviario storico si sviluppava per circa 123 chilometri attraverso territori che oggi appartengono a Italia, Slovenia e Croazia. Era un collegamento importante per le comunità istriane, per i loro spostamenti e per il trasporto dei prodotti del territorio.

Pedalando, mi piace immaginare quella vita quotidiana: le attese nelle stazioni, le merci caricate, le conversazioni durante il viaggio. Penso a quanto potesse significare avere finalmente un collegamento con altri paesi e con la costa. Una ferrovia poteva cambiare le possibilità di una famiglia, il lavoro di un contadino, il futuro di un piccolo centro.

Di quella storia restano gallerie, viadotti e vecchi edifici ferroviari, testimonianze che accompagnano ancora chi attraversa questi luoghi. Mi colpisce il fatto che un’infrastruttura nata per rispondere alle necessità di un’altra epoca continui a mettere in relazione le persone. Oggi lo fa con tempi diversi, attraverso il desiderio di conoscere e il piacere di viaggiare in bicicletta.



Il mare, la luce e la voglia di fermarsi

Nel tratto costiero, quello che mi conquista è soprattutto la luce. L’Adriatico entra nel paesaggio e sembra modificarne continuamente i colori. A volte lo sguardo corre lontano, altre si ferma su un dettaglio vicino: una barca, una facciata, il movimento dell’acqua.

In bicicletta tutto questo arriva con una naturalezza particolare. Sento il vento sul viso, percepisco i cambiamenti dell’aria e posso fermarmi quando qualcosa richiama la mia attenzione. Non devo aspettare il parcheggio successivo o guardare attraverso un finestrino. Sono già dentro il paesaggio.

Capodistria e Isola offrono occasioni per incontrare il volto marinaro di questa parte dell’Adriatico, mentre Portorose e la possibilità di una deviazione verso Pirano arricchiscono il viaggio secondo il programma scelto. Sono luoghi diversi, da avvicinare lasciando spazio anche a una passeggiata e alla curiosità.

Ho sempre pensato che una buona esperienza in bicicletta debba concedere il tempo di scendere dalla sella. Ci sono angoli che meritano qualche passo lento, una piazza dove sedersi, una vista da osservare senza avere già una mano sul manubrio. Anche quelle soste fanno parte del viaggio.


Quando il paesaggio si apre verso l’interno

Lasciando la costa, cerco con lo sguardo il cambiamento. Il mare diventa un ricordo ancora vicino, mentre acquistano spazio le colline, i terreni coltivati e i profili dei paesi. L’entroterra istriano, con i suoi borghi, l’olio e il vino, custodisce una parte essenziale del carattere di questa regione.

È un paesaggio che mi invita a osservare le distanze. Un paese appare in alto e per un po’ resta davanti agli occhi; una curva lo nasconde, quella successiva lo restituisce da un’altra prospettiva. Il viaggio diventa anche questo: vedere come cambia un luogo mentre gli passi accanto.

Qui sento particolarmente forte il piacere della continuità. Una pedalata segue l’altra, il respiro trova una cadenza e la testa si alleggerisce. Non ho bisogno di riempire ogni momento con una conversazione. Mi basta ascoltare il rumore delle ruote e lasciare che i pensieri trovino il proprio ordine.

Da istruttore sono abituato a osservare postura, equilibrio e controllo della bicicletta. In un viaggio così mi ricordo quanto sia importante usare queste competenze per sentirsi liberi di guardarsi intorno. Quando si acquisisce fiducia nel mezzo, aumenta anche la capacità di godersi ciò che ci circonda.


Gallerie e viadotti: la meraviglia del passaggio

Tra gli elementi che rendono riconoscibile la Parenzana ci sono le sue opere ferroviarie. Attraversare una galleria o percorrere un viadotto significa incontrare concretamente il lavoro di chi costruì questo collegamento attraverso il territorio istriano.

L’ingresso in una galleria cambia subito la percezione dello spazio. La luce si riduce, i suoni assumono una risonanza diversa e l’attenzione torna al tratto davanti alla ruota. Poi compare l’uscita, dapprima piccola, sempre più luminosa man mano che ci si avvicina.

Mi piace quel momento in cui si torna all’aperto. Gli occhi si riabituano alla luce e il paesaggio sembra presentarsi di nuovo. È una sensazione semplice, eppure resta impressa più di tante immagini cercate apposta.

Anche i viadotti invitano a pensare. Guardo il modo in cui attraversano gli spazi e immagino il lavoro necessario per realizzarli. La bellezza del percorso sta anche nell’incontro tra queste costruzioni e la natura che le circonda. Pedalando ci si accorge di dettagli che, viaggiando più velocemente, passerebbero inosservati.


Viaggiare insieme, trovare un ritmo comune

Quando accompagno delle persone, una delle cose che osservo con maggiore attenzione è il modo in cui nasce il gruppo. All’inizio ciascuno arriva con le proprie abitudini: qualcuno parla subito, qualcuno ascolta, qualcuno parte con entusiasmo e qualcun altro ha bisogno di capire come sarà la giornata.

Poi la bicicletta crea occasioni di vicinanza. Basta una sosta, una fotografia, una parola scambiata durante una salita. Gradualmente si comincia a riconoscere il ritmo degli altri e a sentirsi parte della stessa esperienza.

Per me il valore di un viaggio organizzato passa molto da qui. Voglio che ogni partecipante senta di avere il proprio spazio, senza vivere la giornata con il timore di rallentare gli altri. Questo richiede attenzione, capacità di ascolto e una gestione consapevole dei tempi.

Il ricordo più bello può nascere da un panorama condiviso, ma anche da una piccola difficoltà affrontata serenamente. Vedere una persona acquistare fiducia, rilassarsi e cominciare a divertirsi è una delle soddisfazioni più grandi del mio lavoro. È il momento in cui sento che l’esperienza sta prendendo la direzione giusta.


Che cosa significa qualità per Ride and Fun

La proposta “Parenzana on the Road” di Ride and Fun nasce proprio dall’incontro tra il viaggio in bicicletta, la scoperta del territorio e il piacere di viverlo insieme alle guide. Il racconto dell’edizione 2025 testimonia un’esperienza di due giornate accompagnata da Federica Riosa, una presenza importante nel nostro lavoro sul cicloturismo.

Per me la qualità comincia prima della partenza, quando si ascoltano le aspettative delle persone e si cerca di capire quale esperienza possa essere adatta a loro. Una descrizione chiara aiuta a partire con lo spirito giusto: sapere come si pedala, quanto impegno serve e quali caratteristiche ha il percorso permette di prepararsi e di godersi meglio le giornate.

Durante il viaggio, la qualità si riconosce nei gesti. Nel modo in cui una guida spiega un passaggio, sceglie una pausa, si accorge di una difficoltà o dà un consiglio senza mettere nessuno in imbarazzo. Sono attenzioni che considero parte integrante del nostro mestiere.

Con Ride and Fun desidero costruire esperienze nelle quali la competenza sia una presenza concreta e rassicurante. Chi parte con noi deve poter sentire che dietro alla giornata c’è un lavoro, e davanti a sé ha persone disponibili, capaci di accompagnarlo con serietà e partecipazione.


L’e-bike e il piacere di scegliere come pedalare

Nella proposta di viaggio Ride and Fun, la Parenzana trova spazio anche come esperienza in e-bike, dedicata alla scoperta di colline, borghi e paesaggi istriani. È una possibilità che apprezzo, perché l’assistenza alla pedalata può aiutare a distribuire lo sforzo e ad affrontare con maggiore serenità un viaggio articolato.

Resta fondamentale scegliere un’esperienza coerente con la propria preparazione. Le ore trascorse in sella, il fondo, il meteo e la capacità di guidare la bicicletta incidono sul modo in cui si vive il percorso. Mi piace parlarne con chiarezza, perché il divertimento cresce quando le aspettative incontrano la realtà.

Anche qui il ruolo della guida ha valore. Un suggerimento sul rapporto da utilizzare o sulla gestione dell’assistenza può migliorare la giornata. A volte basta poco per aiutare una persona a pedalare in modo più fluido, conservando energie e attenzione.

Il mio obiettivo è che ciascuno possa sentire il piacere del proprio movimento. La soddisfazione di arrivare, guardarsi indietro e riconoscere la strada percorsa resta personale, qualunque sia la bicicletta scelta.


Il territorio si incontra anche a tavola

Dopo un tratto pedalato insieme, sedersi a tavola cambia ancora una volta il ritmo. Si appoggiano i caschi, ci si sistema e la conversazione riprende dai dettagli della giornata. Qualcuno mostra una fotografia, qualcun altro ricorda una curva, una vista o una frase.

In Istria, olio, vino e tradizioni gastronomiche offrono ulteriori occasioni per conoscere il territorio. Mi piace avvicinarmi a questi sapori con la stessa curiosità con cui percorro una strada nuova: chiedere, ascoltare e capire qualcosa del luogo attraverso chi lo abita.

Le soste hanno anche questo valore. Permettono di trasformare un insieme di immagini in un’esperienza più completa, fatta di profumi, sapori e relazioni. Il viaggio acquista profondità perché coinvolge più sensi e lascia spazio agli incontri.

È uno degli aspetti che desidero valorizzare nelle proposte Ride and Fun. Quando torniamo a casa, spesso sono proprio questi momenti a riemergere per primi: un tavolo condiviso, una risata, la sensazione di stare bene dopo una giornata all’aperto.


Arrivare e portare qualcosa con sé

Parenzo rappresenta l’approdo storico di questo itinerario. Pensare all’arrivo mi fa riflettere su quello che cambia durante un viaggio. Alla partenza guardiamo avanti, curiosi di sapere cosa ci aspetta. Alla fine cominciamo già a tornare indietro con la memoria.

Rivedo idealmente le luci della costa, le colline, il passaggio nelle gallerie e i volti delle persone. Mi accorgo che ogni tratto ha lasciato qualcosa, anche quando sul momento sembrava soltanto una pedalata tra due soste.

Per chi, come me, ha fatto della bicicletta una parte importante della propria vita e del proprio lavoro, questi viaggi hanno un valore speciale. Mi riportano alla curiosità iniziale, al desiderio di esplorare, a quella libertà che mi ha fatto innamorare dell’andare sui pedali.

Con Ride and Fun voglio continuare a condividere questa possibilità: partire insieme, conoscere luoghi nuovi e tornare con la voglia di ripartire. La Parenzana racchiude bene questo spirito. Offre una storia da seguire, un territorio da incontrare e il tempo per sentirsi parte del viaggio.

Se penso a ciò che vorrei lasciare a chi sceglie di accompagnarci, penso proprio a questa sensazione: aver vissuto giornate piene, aver trovato un ritmo piacevole e aver scoperto qualcosa anche di sé.

Io ripartirei da qui. Dal desiderio di alzare gli occhi dalla ruota anteriore e lasciarmi sorprendere ancora.

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Paolo Ema — Ride and Fun

 
 
 

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