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Crisi Mountain Bike: 25 anni di cambiamenti, i dati del mercato MTB e le opportunità per il 2027

7 giorni fa
Tempo di lettura: 8 min
Gara UCI

La crisi mountain bike è davvero il segnale di un settore destinato a scomparire? Tra il calo delle vendite, la chiusura di importanti programmi Factory Racing e le difficoltà delle Granfondo MTB, il mondo della bicicletta fuoristrada sta vivendo una trasformazione profonda.

Analizziamo i dati del mercato italiano dal 2000 al 2025, gli sviluppi del 2026 e le prospettive per il 2027, cercando di comprendere perché il modello tradizionale sia in difficoltà e quali opportunità si aprano per società sportive, negozi di biciclette, istruttori e operatori del turismo MTB.

A cura di Paolo Emanuele Rossi – Ride and Fun


Crisi mountain bike: cosa sta succedendo realmente?

Il mondo della mountain bike sta attraversando uno dei periodi più complessi della propria storia recente.

Cannondale Factory Racing cambia profondamente il proprio programma sportivo. BMC chiude il progetto Factory Racing XCO. Origine interrompe la partnership con la propria squadra. Diverse Granfondo storiche annunciano la conclusione delle attività.

Nel frattempo l'industria continua a sviluppare biciclette sempre più sofisticate, nuovi componenti e persino ruote da 32 pollici.

Una contraddizione apparente che solleva una domanda fondamentale: perché continuiamo a innovare il prodotto mentre una parte del mercato fatica a mantenere clienti, partecipanti e sostenibilità economica?

Per comprenderlo dobbiamo osservare l'evoluzione del settore negli ultimi venticinque anni.


Il mercato MTB dal 2000 al 2025: come siamo arrivati alla crisi


Vendite bici

All'inizio degli anni Duemila la mountain bike rappresentava un movimento sportivo fortemente legato alle società, ai negozi specializzati e alle competizioni amatoriali.

Le Granfondo erano un riferimento per migliaia di appassionati. Il negozio di biciclette rappresentava spesso un luogo di aggregazione, mentre le società sportive contribuivano alla crescita tecnica e culturale dei praticanti.

Tra il 2010 e il 2019 il settore ha conosciuto un'evoluzione straordinaria.

Le biciclette sono diventate più specializzate, le ruote da 29 pollici si sono diffuse, le sospensioni sono migliorate e discipline come enduro, downhill e trail riding hanno acquisito maggiore visibilità.

Contemporaneamente si sono sviluppati bike park, trail center e nuove opportunità turistiche.

L'arrivo delle e-MTB ha ulteriormente modificato il mercato, rendendo accessibili percorsi ed esperienze a un pubblico più ampio.

Il 2020 e il 2021 hanno poi rappresentato una fase eccezionale, caratterizzata dall'aumento della domanda di biciclette durante la pandemia.

Ma l'espansione non è durata.


Vendite biciclette in Italia: il calo dal 2020 al 2025

Secondo i dati ANCMA, il mercato italiano è passato da circa 2.010.000 biciclette ed e-bike vendute nel 2020 a 1.303.000 nel 2025.

La riduzione è pari a circa il 35,2%.

Ancora più significativo è il confronto con il 2019, quando erano state vendute circa 1.713.000 unità.

Nel 2025 le vendite risultano inferiori di quasi il 24% rispetto al periodo precedente alla pandemia.

Questi dati riguardano l'intero mercato delle biciclette e non esclusivamente la MTB. Tuttavia rappresentano un indicatore importante delle difficoltà economiche affrontate dall'industria e dalla distribuzione.

L'aumento delle scorte durante il boom, il successivo rallentamento della domanda e la pressione sui prezzi hanno modificato gli equilibri commerciali.

Il problema non riguarda soltanto quante biciclette vengono vendute, ma anche la sostenibilità economica di chi le produce e le distribuisce.


Crisi Granfondo MTB: perché diminuiscono i partecipanti?

Gran Fondo

Uno dei segnali più evidenti della trasformazione del settore arriva dalle competizioni amatoriali.

Un'analisi pubblicata da Pianeta Mountain Bike ha confrontato gli arrivati delle venti principali Granfondo e Marathon italiane.

Nel 2015 erano 30.815.

Nel 2023 erano 17.582.

Una diminuzione del 42,94% in otto anni.

È un dato che non possiamo ignorare.

Non significa che quasi la metà degli appassionati abbia smesso di utilizzare la mountain bike. Significa però che una parte significativa del movimento agonistico amatoriale ha perso capacità di attrazione.

Il fenomeno era già visibile prima della pandemia.

E questo dovrebbe spingere organizzatori, società sportive e federazioni a riflettere.


Il modello delle Granfondo MTB deve evolversi?

Per molti anni partecipare a una Granfondo rappresentava uno degli obiettivi principali del mountain biker.

Oggi le possibilità sono molto più numerose.

Un appassionato può scegliere una vacanza in MTB, un weekend in bike park, un'esperienza gravel, un'escursione guidata o un corso per migliorare la tecnica.

Le Granfondo devono quindi competere non soltanto tra loro, ma anche con altre forme di utilizzo della bicicletta.

La sfida non consiste necessariamente nell'organizzare gare più grandi.

Consiste nel creare eventi capaci di offrire valore, coinvolgimento e un'esperienza che giustifichi l'investimento economico e personale del partecipante.


Factory Team MTB: perché i grandi marchi riducono gli investimenti?

Factory

La trasformazione riguarda anche il professionismo.

La conclusione del programma Cannondale Factory Racing nella sua forma storica e la chiusura del progetto XCO di BMC rappresentano segnali significativi.

Anche la conclusione della partnership tra Origine e Origine Racing Division dimostra quanto possano cambiare rapidamente gli equilibri delle sponsorizzazioni.

Non significa che questi marchi abbiano necessariamente abbandonato la mountain bike.

Significa che stanno rivalutando le strategie attraverso le quali investire nello sport e raggiungere i propri clienti.

Per molti anni la presenza di una squadra vincente rappresentava uno dei principali strumenti di marketing.

Oggi i marchi cercano anche community, contenuti digitali, esperienze e un rapporto diretto con il consumatore.

La vittoria sportiva continua ad avere valore, ma non garantisce automaticamente un ritorno economico sufficiente.

È un cambiamento che dovrebbe far riflettere anche le piccole realtà sportive.

Se persino i grandi marchi rivedono il proprio modello di investimento, diventa fondamentale che associazioni, negozi e operatori professionali analizzino la sostenibilità delle proprie attività.


Innovazione MTB: le ruote da 32 pollici e il problema del valore

Mentre una parte del settore attraversa difficoltà economiche, l'innovazione tecnologica continua.

Tra le novità più discusse ci sono le ruote da 32 pollici.

La ricerca tecnica è indispensabile e ha contribuito a migliorare prestazioni, sicurezza e possibilità di utilizzo delle biciclette.

Tuttavia esiste un tema che l'industria dovrebbe affrontare con attenzione: la percezione del valore da parte del consumatore.

Quando una bicicletta costosa viene percepita come superata dopo pochi anni, il cliente potrebbe diventare più prudente nei nuovi acquisti.

Non esistono dati sufficienti per attribuire alle ruote da 32 pollici un effetto negativo sulle vendite.

Ma la continua evoluzione degli standard pone una domanda legittima: stiamo sviluppando prodotti per soddisfare bisogni reali oppure rischiamo di creare una distanza sempre maggiore tra tecnologia e utilizzatore?

Una mountain bike non dovrebbe essere valutata soltanto per le sue caratteristiche tecniche.

Dovrebbe essere valutata anche per le esperienze che permette di vivere.


Il futuro della mountain bike: il mercato esiste ancora?

La crisi delle vendite e delle competizioni non dimostra che le persone abbiano perso interesse per la mountain bike.

Può indicare, almeno in parte, che stanno cambiando il modo di praticarla.

Corsi di tecnica, esperienze guidate, bike park, trail center, turismo MTB, e-MTB e gravel rappresentano ambiti nei quali gli operatori possono sviluppare nuove offerte.

Non disponiamo di statistiche omogenee che dimostrino una crescita generalizzata di tutti questi segmenti.

Ma esistono opportunità concrete per chi sa progettare servizi capaci di rispondere alle esigenze del pubblico.

Il mercato non deve essere interpretato soltanto come vendita di biciclette.

Il mercato della mountain bike comprende anche formazione, turismo, assistenza, organizzazione, esperienze e relazioni umane.

È questa la prospettiva che può aprire nuove possibilità.


Ride and Fun: un modello di crescita fondato sulle persone


Opportunità

In questo scenario Ride and Fun continua a sviluppare il proprio progetto, ampliando servizi, collaborazioni e opportunità per gli appassionati.

La nostra convinzione è semplice: la crescita non può dipendere soltanto dalla capacità di vendere un prodotto.

Deve nascere dalla capacità di creare valore per le persone.

Per questo abbiamo scelto di investire nella qualità dei servizi, nella formazione degli istruttori, nell'empatia verso i clienti e nello sviluppo di metodi didattici capaci di adattarsi alle esigenze individuali.

Per noi insegnare mountain bike non significa semplicemente mostrare come affrontare una curva, un salto o un percorso tecnico.

Significa comprendere la persona che abbiamo davanti.

Significa riconoscere le sue difficoltà, valorizzare i progressi e costruire un rapporto di fiducia.

Un cliente soddisfatto non è soltanto qualcuno che ha acquistato una lezione.

È una persona che ha vissuto un'esperienza positiva e che desidera continuare il proprio percorso.


Formazione MTB, empatia e innovazione: i pilastri di Ride and Fun

Il nostro modello si sviluppa attraverso tre principi.

Qualità professionale. Investiamo nella preparazione tecnica e didattica degli istruttori, affinché siano capaci non soltanto di guidare bene una bicicletta, ma soprattutto di insegnare.

Empatia e attenzione al cliente. Ogni partecipante ha esigenze, capacità e obiettivi differenti. Il nostro metodo cerca di valorizzare questa individualità.

Innovazione organizzativa. Attraverso il sito e l'app Ride and Fun rendiamo più semplice consultare e prenotare corsi, lezioni, escursioni e vacanze MTB.

Lavoriamo in diverse realtà del Friuli Venezia Giulia e sviluppiamo collaborazioni formative anche in Paganella.

Dalla pump track ai bike park, dai percorsi naturali alle esperienze gravel, il nostro obiettivo è offrire occasioni per imparare, divertirsi e scoprire nuovi territori.

È un approccio con il quale vogliamo contribuire a rinnovare il modo di vivere e insegnare la mountain bike.


Ride and Fun presenta un nuovo progetto formativo per società sportive e negozi MTB

Formazione Ride and Fun

Non vogliamo limitarci ad analizzare la crisi del mercato.

Vogliamo contribuire a individuare soluzioni.

Per questo Ride and Fun realizzerà un appuntamento formativo dedicato ai presidenti delle associazioni sportive, ai responsabili delle società, ai titolari dei negozi di biciclette e agli operatori professionali.

L'obiettivo sarà affrontare le difficoltà del mercato attuale e condividere strumenti concreti per mantenere e sviluppare attività economicamente sostenibili.

Durante l'incontro approfondiremo temi fondamentali come l'organizzazione delle attività, la qualità dei servizi, la fidelizzazione dei clienti, la comunicazione, il marketing, gli strumenti digitali e le collaborazioni tra operatori.

Vogliamo aprire un confronto sul futuro delle società sportive e dei negozi specializzati.

Una società sportiva può sviluppare attività formative e servizi oltre alle competizioni.

Un negozio può diventare un punto di riferimento per esperienze, formazione, community e assistenza.

E una collaborazione tra operatori può generare opportunità che difficilmente sarebbero realizzabili lavorando separatamente.

Il nostro intento non è proporre formule miracolose.

È condividere esperienze, strumenti e metodi di lavoro che possano aiutare le realtà del settore ad affrontare il cambiamento.

MTB BUSINESS EVOLUTION 2027: il mercato cambia, impariamo a crescere

Questo sarà il principio alla base del nostro prossimo appuntamento.

Un'occasione per incontrarsi, confrontarsi e costruire nuove prospettive.

Perché la difficoltà di un settore non si supera soltanto individuando i problemi.

Si supera anche sviluppando competenze e capacità di innovazione.


Conclusione: la crisi mountain bike può diventare un'opportunità


La mountain bike sta attraversando una trasformazione profonda.

I dati delle vendite, il calo delle Granfondo e le nuove strategie dei Factory Team dimostrano che una parte del modello tradizionale è in difficoltà.

Ma questo non significa che il futuro sia già scritto.

Significa che dobbiamo imparare a interpretare il mercato in modo diverso.

Dobbiamo tornare a investire sulle persone, sulla formazione, sulla qualità e sulla capacità di creare esperienze.

Ride and Fun vuole continuare a crescere seguendo questa direzione.

Non attraverso promesse facili, ma attraverso il lavoro quotidiano, l'attenzione verso i clienti, la preparazione dei propri istruttori e la volontà di sperimentare nuovi metodi.

Vogliamo dimostrare, attraverso il nostro percorso, che anche in un mercato difficile esistono opportunità per chi è disposto a cambiare.

E vogliamo condividere questa visione con negozi, società sportive e professionisti.

Perché siamo convinti che il futuro della mountain bike non dipenda soltanto dalle biciclette che riusciremo a vendere, ma dalle persone che riusciremo a coinvolgere.

La mountain bike non ha bisogno soltanto di nuovi prodotti.

Ha bisogno di nuove idee, nuove competenze e nuovi modi di creare valore.

Il mercato c'è ancora. Sta a noi imparare a comprenderlo, rispettarlo e farlo crescere.

Paolo Emanuele Rossi

Ride and Fun – Formazione, esperienze e cultura della mountain bike

Scopri i nostri progetti su www.rideandfun.com e segui i nostri canali per conoscere il prossimo appuntamento MTB BUSINESS EVOLUTION 2027.

 
 
 

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