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Quanto costa vivere di mountain bike?

11 minuti fa
Tempo di lettura: 5 min
Vivere di MTB

Perché una lezione o un’escursione professionale ha questo prezzo?

Di Paolo Emanuele Rossi — Ride and Fun


«Ottanta euro per tre ore in bicicletta?»

È una domanda comprensibile. Chi prenota una lezione vede l’istruttore arrivare, spiegare gli esercizi e accompagnare il gruppo. Chi partecipa a un’escursione incontra la guida al ritrovo e trascorre con lei qualche ora sui sentieri. È naturale collegare il prezzo soltanto a quel tempo.

Per capire quanto costa questo lavoro, però, bisogna guardare anche ciò che succede prima e dopo. Preparazione, trasferimenti, manutenzione, formazione, assicurazioni e tasse fanno parte della stessa attività.

Proviamo a raccontarlo con parole semplici e numeri trasparenti. L’obiettivo è capire come un istruttore MTB o una guida cicloturistica possano mantenersi lavorando in modo regolare.


Quanto deve rimanere per vivere

Partiamo dalla persona. Anche chi lavora sui sentieri deve pagare casa, spesa, bollette e necessità familiari.

Scegliamo come obiettivo 2.200 euro al mese disponibili per dodici mesi, dopo le spese professionali, i contributi e le imposte. Sono 26.400 euro all’anno, dai quali sostenere poi le spese personali.

Non è uno stipendio previsto per legge né una cifra adatta a tutti. È il riferimento del nostro esempio. Un autonomo, inoltre, deve organizzarsi per affrontare ferie, periodi senza prenotazioni e interruzioni del lavoro. Non ha automaticamente le stesse tutele di un dipendente.

Disponibilità personale desiderata

Totale per dodici mesi

1.800 € al mese

21.600 €

2.200 € al mese

26.400 €

2.500 € al mese

30.000 €

La domanda successiva è: quanto bisogna incassare per far rimanere queste somme?

Tre giorni con i clienti non sono tutta la settimana lavorativa

Immaginiamo un professionista che svolga una lezione o un’escursione al giorno, per tre giorni alla settimana, con sei persone paganti.

Negli altri giorni prepara il programma, risponde alle richieste, gestisce le iscrizioni, controlla i percorsi e mantiene efficiente l’attrezzatura. Deve anche trovare i clienti della settimana successiva.

Ipotizziamo quaranta settimane effettivamente vendute nell’anno. Le altre dodici comprendono, nel complesso, stagionalità, ferie, cancellazioni e periodi senza prenotazioni. È una scelta di pianificazione, non una media statistica del settore.

Attività venduta

Quantità

Partecipanti medi per appuntamento

6

Appuntamenti settimanali

3

Settimane vendute

40

Appuntamenti annuali

120

Partecipazioni paganti annuali

720

“Partecipazioni” significa posti venduti: la stessa persona che acquista tre lezioni conta tre volte. È su questi 720 acquisti che bisogna distribuire il costo annuale dell’attività.


La bicicletta è uno strumento di lavoro

Una bici utilizzata professionalmente si consuma. Freni, pneumatici, trasmissione e sospensioni richiedono manutenzione. Casco, protezioni e materiali devono essere sostituiti quando necessario.

Poi ci sono i trasferimenti, le assicurazioni, il commercialista, la formazione e gli strumenti per ricevere prenotazioni. Anche far conoscere l’attività ha un costo.

Ecco un budget esemplificativo per un professionista individuale, senza dipendenti o struttura propria. Sono ipotesi da verificare con spese e preventivi reali, non prezzi medi certificati.

Spesa annuale

Lezioni MTB

Escursioni

Quota per rinnovare bici e attrezzatura

2.500 €

2.500 €

Manutenzione e ricambi

1.500 €

1.800 €

Trasferimenti e quota dei costi del veicolo

3.000 €

4.200 €

Assicurazioni professionali e infortuni

1.000 €

1.000 €

Commercialista e adempimenti

1.000 €

1.000 €

Formazione e aggiornamento

800 €

800 €

Sito, telefono, software e promozione

1.500 €

1.500 €

Prenotazioni, pagamenti e banca

700 €

900 €

Spazi, materiali e piccoli imprevisti

2.000 €

2.300 €

Totale annuo

14.000 €

16.000 €

La quota per il rinnovo dell’attrezzatura è denaro da mettere da parte: la bici non si compra necessariamente ogni anno, ma prima o poi va sostituita.

Per le escursioni abbiamo ipotizzato maggiori trasferimenti e ricognizioni. La differenza dipende quindi dall’organizzazione scelta, non semplicemente dall’ora aggiuntiva di attività.

Perché pagare il 15% di tasse non significa tenersi l’85%

Questo è uno dei passaggi che generano più confusione.

Per il nostro esempio scegliamo una partita IVA in regime forfetario, con coefficiente di redditività del 78%, contributi INPS al 26,07% e imposta sostitutiva al 15%.

Traduciamo. Il coefficiente indica quale parte dell’incasso viene considerata reddito dal sistema fiscale. Nel nostro caso, su 100 euro incassati il calcolo parte da 78 euro. Su questi si stimano i contributi; dopo la loro deduzione si calcola l’imposta.

I contributi finanziano la previdenza e le tutele previste dalla gestione: sono distinti dall’imposta, ma entrambi assorbono denaro incassato.

Che cosa succede a 100 € incassati

Importo

Contributi INPS stimati

20,33 €

Imposta sostitutiva stimata

8,65 €

Rimangono prima delle spese professionali

71,02 €

Da quei 71,02 euro bisogna ancora finanziare bici, trasferimenti, assicurazioni e tutte le altre voci del budget.

Nel forfetario le spese effettive non vengono sottratte singolarmente per calcolare il reddito fiscale. Il carburante, però, va pagato davvero. Per questo reddito fiscale e denaro disponibile sono due grandezze diverse.

Quanto bisogna incassare e quanto paga il partecipante

Mettendo insieme reddito desiderato, spese e prelievo fiscale e contributivo, arriviamo a questo risultato.

Bilancio annuale

Lezioni di 3 ore

Escursioni di 4 ore

Incassi necessari

56.889 €

59.705 €

Spese professionali

−14.000 €

−16.000 €

Contributi INPS stimati

−11.568 €

−12.141 €

Imposta stimata

−4.921 €

−5.164 €

Disponibilità personale annua

26.400 €

26.400 €

Disponibilità media mensile

2.200 €

2.200 €

Dividiamo ora gli incassi necessari per le 720 partecipazioni:

Servizio in gruppo, media di 6 paganti

Quota calcolata a persona

Quota arrotondata

Lezione MTB di 3 ore

79,01 €

80 €

Escursione di 4 ore

82,92 €

85 €

Queste sono quote risultanti dalle ipotesi, non tariffe obbligatorie o medie di mercato. Riguardano il solo servizio: noleggi, impianti, navette, pasti e tesseramenti sono esclusi.

Dove vanno gli 80 euro della lezione

Guardiamo adesso il prezzo dalla parte del cliente. Con 720 partecipazioni vendute a 80 euro, la distribuzione media è questa:

Destinazione della quota

Su 80 €

Costi per mantenere operativa l’attività

19,44 €

Contributi INPS stimati

16,27 €

Imposta stimata

6,92 €

Disponibilità personale del professionista

37,37 €

Totale

80,00 €

Le quote sono arrotondate; la distribuzione avviene sul bilancio annuale, non materialmente su ogni pagamento.

Quei 37,37 euro contribuiscono al reddito con cui il professionista vive tutto l’anno. Devono remunerare anche le ore di organizzazione e preparazione. Sei persone a 80 euro generano 480 euro di incasso per l’appuntamento, ma questo importo deve sostenere tutte le destinazioni appena viste.

Se il gruppo non si riempie

Perché i conti funzionino, sei paganti devono essere la media reale: comprendendo anche le giornate con poche iscrizioni.

Manteniamo lo stesso obiettivo annuale e lo stesso budget delle lezioni. Cambiando soltanto il numero medio di partecipanti, la quota necessaria diventa:

Partecipanti medi per lezione

Partecipazioni annue

Quota necessaria a persona

6

720

79,01 €

5

600

94,81 €

4

480

118,52 €

Un posto vuoto riduce l’incasso, mentre molte spese rimangono. Anche una stagione più corta pesa: con trenta settimane vendute anziché quaranta, mantenendo sei partecipanti e lo stesso budget, servirebbero circa 105 euro a persona.

Riempire gruppi sempre più grandi, però, richiede attenzione. Livello tecnico, terreno, età e obiettivi didattici devono permettere all’istruttore di seguire adeguatamente ciascuno.


Il vero PRO paga le tasse

Per me questa frase significa assumersi la responsabilità del proprio lavoro: dichiarare gli incassi, rispettare gli obblighi applicabili e costruire continuità.

La professionalità richiede anche competenza, aggiornamento, coperture adeguate e capacità di organizzare un’esperienza adatta alle persone. Il prezzo sostiene tutte queste condizioni.

Esistono agevolazioni legittime e inquadramenti differenti, compreso il lavoro sportivo dilettantistico quando ne ricorrono i presupposti. Una tariffa bassa, da sola, non dimostra evasione; confrontare servizi diversi richiede di sapere che cosa comprendono e come sono organizzati.

Se un prezzo non incontra la domanda, il professionista deve rivedere costi, calendario, servizi e obiettivi. Un calcolo sostenibile è il punto di partenza; serve poi trovare clienti disposti a riconoscere quel valore.

Quando prenotiamo una lezione o un’escursione, acquistiamo anche il lavoro che permette di arrivare al ritrovo preparati. È quel lavoro, svolto con regolarità e responsabilità, che rende possibile continuare a insegnare e accompagnare sui sentieri.

Di Paolo Emanuele Rossi — Ride and Fun

 
 
 

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